Sostenibilità dei materiali coloranti - Pigmenti e tinture naturali

Conosci i pigmenti naturali? 
Vieni a scoprirli nel laboratorio di Terra Cruda.

Hai mai pensato all’impatto dei colori sull’ambiente?

Forse non sai che le tinture sintetiche sono tra le maggiori responsabili della crisi climatica, causando uno spreco di circa 9 trilioni di litri d’acqua ogni anno. Lo avresti mai detto?

É assurdo: la natura, attraverso il colore, ci riempie gli occhi di bellezza e noi, proprio per tingere i nostri oggetti rischiamo di trasformare il mondo in un posto grigio e spento.

Continueremo a godere del dono del colore solo curando ogni aspetto dell'essere sostenibili.

I coloranti sintetici 

Inquinamento dei colori - Colori sostenibili

Gettonati per via dell'alta coprenza e del prezzo basso, si ricavano anche da catrame e carboni fossili e contengono sostanze dannose come formaldeide e benzoli. Ce n’è uno dal risvolto inquietante: il rosso carminio (CI 75470), è ricavato dalla cocciniglia: il piccolo parassita che spesso si annida sulle nostre piante domestiche rendendole “appiccicose”. 

Nel mondo, sostenibilità e abbigliamento non sono ancora sulla stessa lunghezza d'onda. La maggior parte dei tessuti destinati al commercio è trattato con sostanze sintetiche. Questo significa non solo spreco idrico (per fare una t-shirt occorrono quasi 3000 l di acqua), ma anche dispersione di metalli pesanti e sostanze tossiche, pericolosi per qualsiasi forma di vita sulla Terra.

Prima del 1856 nessuno sospettava che attraverso la sintesi chimica si potessero ottenere sostanze coloranti. Quell’anno un giovane chimico (Perkins), lavorando sul farmaco antimalaria ottenne per caso il color malva (da cui il colore tipico dei francobolli dell’epoca) e tutto iniziò da lì.

Colori e sostenibilità ambientale

Le alternative alle tinture sintetiche? Ci sono eccome! 
La natura è, come sempre, il fornitore principale di risorse sostenibili.

Lo dimostrano tutti gli oggetti colorati che appartengono all’antichità.

I pigmenti minerali: storia e curiosità 

Pigmenti minerali - Colori naturali - Sostenibilità

Le pitture rupestri della Preistoria sono le prime testimonianze dell’uso del colore da parte dell’uomo.

Hai idea di cosa utilizzassero per colorare gli uomini preistorici (attenzione, prendiamoli come esempi di sostenibilità!)?

Ovviamente elementi naturali, che reperivano appena fuori dalle loro caverne. Dalla terra d’ocra ricavavano i pigmenti per ottenere il rosso e il giallo. Il bianco e il nero provenivano dall’uso di calcare e fuliggine.

Le materie prime venivano macinate e mescolate con l’acqua creando un’emulsione pastosa colorata.

Nel corso dei secoli la gamma dei colori utilizzata nell’arte si ampliò, anche grazie agli scambi commerciali.

Il blu oltremare viene ricordato come un colore economicamente “inaccessibile” ed è uno dei colori simbolo del commercio di minerali. Si ricava dal lapislazzuli, un cristallo semiprezioso di un blu brillante con sfumature grigie e dorate. Un tempo questo minerale era ritenuto pregiatissimo e aveva un prezzo paragonabile a quello dell’oro.

Proveniva principalmente dalle miniere in Afghanistan, ecco perché oggi lo chiamiamo ancora blu “oltre-mare”. L’affresco sulla volta della Cappella Sistina contiene una grande quantità di questo pigmento.

Un’altra curiosità sui pigmenti storici riguarda la biacca, che si pensa abbia causato la follia di Van Gogh e la morte di Caravaggio e di molti altri artisti. Si tratta di un pigmento che dà origine al bianco e deriva dal piombo, un materiale ormai in disuso perché rischioso per la salute.
In passato il bianco di piombo era usato abbondantemente per imprimere le tele, creare giochi di luci attraverso “gessetti di biacca” e colorare di candore opere d’arte. Gli artisti inalavano questa polvere tossica e la assumevano bagnando le setole dei pennelli con la saliva. L’avvelenamento da piombo portava ad alterazioni nel comportamento, malattie e morte.

Al posto della biacca oggi è usato l’innocuo ossido di zinco.

Differenze tra pigmenti e coloranti naturali.

Colorare tessuto con colori naturali

I pigmenti naturali non sono solubili in acqua.
Si mescolano all'acqua per ottenere un pasta colorata.

I coloranti naturali sono solubili in acqua. 
Sono ideali per tingere i tessuti utilizzando risorse vegetali.

Un esempio di colorante naturale per tessuti è il seme dell’avocado, il quale produce un delicato color arancio.
Anche la buccia dell’avocado può essere usata per tingere i tessuti, in questo caso di rosa.

Dai pistilli di zafferano si ricava il giallo tipico del noto risotto, che può essere più o meno intenso a seconda delle modalità di tintura.

Altra risorsa di colore vegetale è rappresentata dai frutti rossi, come le more, dal quale si ottiene il viola o (con l’aggiunta di succo di limone) il rosa.

Come sono colorati i vasi di Terra Cruda?

Sostenibilità dei materiali coloranti

Terra Cruda è un progetto sostenibile. La produzione avviene con l'uso esclusivo di materie prime naturali. Non potevo non avere cura della sostenibilità dei materiali coloranti.

Per dare colore ai vasi di Terra Cruda utilizzo solo pigmenti minerali, nella loro essenza assoluta o mescolati tra loro.

Nel laboratorio di Terra Cruda non possono mai mancare pigmenti minerali di nuance calde e terrose come Nero Roma, Ocra Gialla, Terra di Siena Bruciata e Ossido di Zinco e tinte briose e vivaci come Lapislazzuli e Terre Verdi.

Le tecniche di utilizzo dei pigmenti naturali differiscono in base alla collezione.

Per gli articoli che trovi nella sezione Vasi in Terra Cruda, i pigmenti sono inglobati direttamente nell'impasto di miscela, acqua e paglia.

Nel caso dei Vasi di Design, creo una pasta con acqua e pigmenti e ricopro l'intera superficie del vaso, rendendola colorata. La colorazione dei vasi di design acquisisce sfumature cromatiche nuove a seconda delle operazioni di rifinitura, realizzate con pietra d'agata, tempera d'uovo o lisciatura a ferro.

Tutte queste tecniche contribuiscono al fattore unicità dei singoli vasi di Terra Cruda. 

Anche se nascono tutti dalle mie stesse mani, riprodurre due articoli identici nella forma, nel colore e nei dettagli è praticamente impossibile. Garantisco.