Chi era Fukuoka?

Anche quando sono virtuali, a distanza, ci sono incontri che ti cambiano la vita, perché modificano il tuo modo di vedere le cose, di approcciarti ai problemi, di scoprire qualcosa in più su di te.

Per me, questo è avvenuto con Masanobu Fukuoka, a conferma che la ricerca del proprio stile di vita ci porta sempre vicino a quello che siamo nel profondo.

Sono sempre stata attratta, in generale, dai metodi naturali e non convenzionali di fare le cose e dalle tecniche antiche e tradizionali. Così quando nel 2014 - durante il master in conservazione e progettazione del verde e del paesaggio presso il Politecnico di Milano - ho scoperto Fukuoka e la sua agricoltura “del non fare”, è stato un vero colpo di fulmine. I suoi insegnamenti sono stati per me fonte di grande ispirazione ed è grazie a lui se è nato il progetto Terra Cruda.

Chi era Masanobu Fukuoka

Biologo, ricercatore scientifico e filosofo giapponese morto nel 2008 all'età di 95 anni, è stato un pioniere dell’agricoltura naturale, avendo inventato un metodo di coltivazione che gli è valso notorietà e riconoscimenti internazionali. Un metodo che non solo non fa uso di fertilizzanti chimici o pesticidi, ma aiuta il terreno a rigenerarsi e frena i processi di desertificazione causati dallo sfruttamento intensivo.

Galeotta fu una polmonite che, a 25 anni, quasi lo uccise. Lavorando come biologo aveva già iniziato a nutrire dubbi sulla scienza dell’agricoltura convenzionale, perciò, ripresosi dalla malattia, decise di cambiare vita, abbandonare la carriera di patologo delle piante e iniziare a fare l’agricoltore per mettere in pratica le sue idee.

Iniziò a fare esperimenti sui terreni della sua famiglia, fino a mettere a punto il suo metodo rivoluzionario.

La rivoluzione del filo di paglia

Osservando i cicli naturali, Fukuoka si era reso conto che il suolo dei boschi è particolarmente ricco e nutriente perché tutto rimane dov’è: nasce, cresce e muore nello stesso posto; gli elementi si decompongono e fertilizzano il terreno; e via così.

Decise quindi di sovvertire tutti i principi dell’agricoltura moderna: non arare; seminare direttamente sul terreno anziché trapiantare le piantine; abolire fertilizzanti e pesticidi.

Li sostituì con la paglia che, sparsa sul terreno, lo fertilizza, lo mantiene umido riducendo il consumo idrico; impedisce alle erbe infestanti di crescere; riduce il rischio degli attacchi di parassiti, permettendo una crescita sana della pianta.

E inventò le “palline di semi”, che, in un certo senso, sono una somma di tutte le sue tecniche naturali di coltivazione: si tratta di un impasto di semi vari e argilla, con il quale si creano delle palline che vengono lanciate sul terreno. Protetti dall’argilla e immersi nell’umidità, i semi germogliano e attecchiscono al suolo con più facilità.

Grazie a queste tecniche naturali, Fukuoka riusciva ad ottenere raccolti uguali o superiori a quelli ottenuti con l’agricoltura convenzionale. Sul suo metodo si accese l’interesse internazionale e lui iniziò a girare il mondo per portare ovunque il seme del cambiamento, applicando le sue tecniche in Asia e Africa.

Proprio dove la siccità e la scarsità di cibo colpiscono forte e dove la desertificazione avanza e i terreni sono ormai sterili a causa dello sfruttamento selvaggio, i suoi metodi si rivelarono ancora più efficaci, tanto da fargli ottenere il Premio Ramon Magsaysay, considerato "il premio Nobel asiatico" che viene assegnato a Manila, nelle Filippine, a personalità che si sono distinte per aver migliorato la società in Asia. Ha ricevuto anche il Premio Desikottam dell'Università indiana Visva-Bharati.

Tutta la sua esperienza è racchiusa nel libro “La rivoluzione del filo di paglia”, una vera bibbia dell’agricoltura biologica, tradotto in tutto il mondo, che tengo in bella vista nella mia libreria.

La filosofia del “non fare”

Ciò che più mi ha affascinato è il fatto che quella di Fukuoka non è solo una tecnica di coltivazione, ma una vera e propria filosofia di vita; una rivoluzione delle coscienze e degli spiriti, che permette all’umanità di restare in contatto con la natura e proteggere l’ambiente e la biodiversità.

 Fukuoka, infatti, seguiva i principi della teoria zen del “non fare”.

 >>Il non fare nulla risulta essere il miglior metodo di coltivazione», diceva, non solo perché non è necessario l'intervento dell’uomo, ma perché permette di avere più tempo libero per se stessi, per la propria vita: «Crearsi un sacco di tempo libero, per fare un bel pisolino, è il massimo. Non si tratta di come fare questo o quello. È come non fare niente che conta<<.

 Che ha come corollario la considerazione che «non c’è valore negli oggetti» e dunque nel possedere. Perché, in fondo, il vero valore sta in una pagliuzza piccola e leggera, ma così potente da fare una rivoluzione.

 Se vuoi conoscere meglio Masanobu Fukuoka, puoi leggere il suo libro oppure guardare i video che raccontano la sua vita e la sua esperienza. Ti segnalo questi due:  https://www.youtube.com/watch?v=6r8QxiStico

https://www.youtube.com/watch?v=JrJa5tY7DFs

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Biologo e filosofo giapponese Masanobi Fukuoka ( 2/ 02 /1913 - 16 / 08 / 2008 ) pioniere dell'agricoltura del non fare.

L'incontro con Lui mi ha cambiato il modo di vedere la natura, per fortuna la ricerca di un proprio stile ci porta sempre vicino a quello che siamo.

La vita di Fukuoka cambiò nel 1975 quando pubblicò il suo primo libro

"La rivoluzione del filo di paglia".

 Questo libro gli diede notorietà per le sue tecniche naturali, “senza scopo” ma puro amore.

Una "vera" rivoluzione che prima di essere agricola era una rivoluzione delle coscienze, degli spiriti, dell’approccio alla vita.

Lavoro meno perché utilizzo di forma intelligenza le risorse naturali!

Infatti, la rivoluzione parte dell’applicazione della pacciamatura con la paglia lungo il filare di crescita delle piantine, questo metodo consente di ridurre del 80-90% la crescita delle erbacce.

Inoltre, questa tecnica consente di ridurre il consumo idrico.

 La paglia infatti mantiene il terreno più umido e al riparo dal sole diretto.

Cosa più importante, però, è che questo pacciame riduce il rischio degli attacchi di parassiti che proliferano nelle infestanti.

Questo permette fin da subito una crescita sana ed ecologica della pianta.

La sua semplicità mi è servito da guida.

Nel 1988, Fukuoka ha ricevuto il Premio Desikottam dell'Università Visva-Bharati e il Premio Ramon Magsaysay per il servizio pubblico nelle Filippine, considerato "il premio Nobel asiatico".

Fukuoka ha girato il mondo per portare ovunque il seme del cambiamento, introducendo e raccontando l’agricoltura naturale in ambienti molti difficili in cui il terreno era infertile colpa di sfruttamenti selvaggi.

Era convinto che nessun suolo fosse destinato alla morte e che la vita potesse rifiorire ovunque.